Tra le più comuni ci sono le polveri organiche (come farina o legno), le polveri minerali (come quarzo o amianto), le metalliche (come nichel o alluminio) e quelle chimiche derivate da processi industriali.
Le polveri fini (PM2.5) hanno un diametro inferiore a 2,5 micron e penetrano più facilmente nei polmoni, mentre le polveri grossolane (PM10) sono più grandi e si fermano nelle vie respiratorie superiori.
No, molte polveri, soprattutto quelle più pericolose, sono invisibili all’occhio umano ma possono comunque danneggiare la salute se inalate.
Ogni tipo di polvere può comportare rischi specifici: irritazioni, allergie, patologie respiratorie croniche, fino a tumori legati all’esposizione prolungata.
Attraverso aspirazione localizzata, filtrazione dell’aria, manutenzione degli impianti e utilizzo di dispositivi di protezione individuale.







